Australia – recensioni

(la prima breve, la seconda meno breve 🙂

Breve recensione

Australia, sogni, incontri ed emozioni raccolti in quello che sembra essere diventato un cult nel suo genere.
Un’esperienza on the road si è trasformata in un racconto-guida attraverso il “continente rosso”.
– “È uno di quei libri che hanno il grande pregio di farti venire una irrefrenabile voglia di preparare lo zaino e partire.”
– “Terribilmente semplice, altrettanto affascinante…”
– “Gli appunti di tre mesi di viaggio, a caccia di onde in giro per l’Australia sono diventati un libro.”
– “Un viaggio attraverso il continente australiano vissuto dall’autore, un diario guida che porta alla scoperta di una terra meravigliosa.”

L’autore

Winki, è un viaggiatore e narratore con la passione del surf. L’Australia gli ha permesso di vivere esperienze straordinarie e cambiare la sua vita. Un desiderio di crescita lo ha portato a conoscere questa terra incredibile, dai luoghi magici, che è poi diventata la sua seconda casa… se non la prima. Ha studiato turismo per dodici anni e si è poi dedicato ai viaggi con una particolare attenzione rivolta alla natura e al turismo sostenibile.

La prima recensione fatta “qualche anno fa”, a cura di Giorgio Jannon (professore, ricercatore, scrittore)

Australia: Quando un sogno diventa realtà…

Racconto di viaggio surfisti e non

… e quelli che dicono che sono stati su quella costa e si sono spostati in aereo o in autobus hanno visto l’Australia classica, quella delle mete turistiche… ma se provate a fare quei mille km con la vostra house-mobile, spiaggia per spiaggia alla ricerca di un posto paradisiaco dove stare, in solitudine o in compagnia della vostra amata o amato, o con altri amici, vi accorgete di come, uscendo dalle solite mete turistiche, potrete vedere l’Oz con gli occhi del viaggiatore e scoprire mondi che molti, che dicono di essere stati in Australia neanche immaginano. Buon viaggio o meglio… buona avventura!

Un racconto di viaggio ma anche una guida dedicata ai surfisti, indirizzata a chiunque voglia intraprendere un viaggio in Australia e avere una serie di informazioni pratiche difficilmente riscontrabili nelle guide tradizionali; o anche a chi ha voglia di leggere un racconto di viaggio divertente, molto easy e magari viaggiare anche solo con la fantasia.

Il tema motore del viaggio è il surf da onda, quindi le avventure e disavventure di due ragazzi che fuggono dall’inverno alla ricerca del sole e delle onde; per questo percorreranno quasi 9000 km in tre mesi…

Winki e il suo amico Roberto, detto “il Biondo”, partono il 2 dicembre 1997, via Amsterdam, Singapore, destinazione Sydney. L’arrivo nel continente rosso, paradiso fra i paradisi di questo genere, del surf da onda, l’incontro con i primi amici on the road, i problemi logistici da affrontare, l’acquisto di Piglet, la prima macchina su cui passeranno giorni e notti lungo le mitiche coste orientali dell’Australia fino alla famosa Gold Coast, nel Queensland, vicino a Brisbane, l’acquisto di una buona tavola per surfare e la conoscenza coi modi di vita locali. E poi descrizioni semplici, sintetiche e a tratti pittoriche di luoghi noti e assolutamente meno noti perché, come dice lo stesso Winki, l’Australia si conosce davvero se la si percorre così, con un auto fra le mani e non tanto con pullman e aerei.

Avete già sentito parlare di Bondi Beach a Sydney? O di Byron Bay, Duran Bah, Kirra Point, Noosa Heads o Surfers Paradise? Queste sono pagine dove si possono scoprire o riscoprire, se già li conoscete, tutti questi posti (e molti altri ovviamente), da un punto di vista diverso di sicuro, originale, spesso imprevedibile.

Winki nel racconto della sua esperienza di vita, che si presume non dimenticherà mai più, usa uno stile tutto suo, giovanile, in quanto giovane, brillante, perché probabilmente è un estroverso e gli piace comunicare, intelligente, perché usa in ogni pagina termini tratti dall’inglese che ha evidenziato in neretto spesso riferiti allo slang dei surfisti (con il dovuto glossario in fondo per la loro comprensione); intelligente per almeno due motivi, il primo è che in questo modo si resta immersi più a lungo e più efficacemente nel luogo dove siamo, con il corpo o con la mente fa lo stesso, perché i mondi veri non sono quelli “tradotti”, e secondo perché certi termini a volte sono difficilmente traducibili e diventare cittadini del mondo non vuol dire certo dimenticare i dialetti dei propri genitori ma piuttosto imparare parole nuove, di altre lingue o forme gergali.

Al fondo del libro c’è un altro glossario con i termini australiani (scritti in corsivo) per rendere più facile la lettura perché molti modi di dire sono tipici dell’Oz (Australia appunto).

Ad un certo punto del viaggio, su al nord, dove caldo e umidità intensificano, e dominano le giornate, Winki ha un’intuizione, profonda, vera, sa che le cose migliori del viaggio le incontrerà a Sud. Le descrizioni di luoghi, animali e persone o compagni di viaggio occasionali, sono tutte lì sulla carta del suo diario che aggiorna, ma soprattutto dentro di sé. Altre ne verranno, altre avventure ed esplorazioni si attaccheranno alla sua anima protesa all’esterno: “Passeggiavo da solo sul lungomare e nell’aria aleggiava una strana aura, avevo come una sensazione, ma non ne capivo il motivo”, scrive Winki. “Arrivato davanti a Piglet, non vedendo gli altri, mi dirigo in spiaggia e osservando il mare, le stelle basse all’orizzonte, come in attesa di qualcosa – la felicità sta a Sud! – È difficile da spiegare! Mi sembra di averla letta sulla sabbia (forse in inglese), ma non ne sono sicuro, questa frase inizia a riecheggiare nella mia mente fino a diventare un pensiero fisso, una consapevolezza. Era come se mi fossi recato sulla spiaggia per ricevere un messaggio e questo era arrivato”.

E a sud Winki e il Biondo fanno altri incontri (che adesso sarebbe prematuro anticipare), conoscono altri bellissimi posti che la natura ha offerto gratuitamente al mondo, le onde di tre quattro metri, quelle che “tubano”, che hanno visto nelle riviste o nei film, con i campioni del surf che passano veloci all’interno di altissimi pareti d’acqua, che sembrano venirti addosso come muri di un condominio che scivolano giù sulla tua testa. Venduta Piglet al “car market” (in Australia è molto conveniente comperare una macchina, girare e poi rivenderla perché il mercato dell’usato funziona molto) e comperata una nuova auto, soprannominata “Elias”, da una deliziosa coppia di anziani signori, percorrono la “Great Ocean Road” verso Ovest. Da quelle parti l’Oceano Pacifico incontra l’Oceano Indiano, le scogliere bellissime e i pinnacoli di roccia dei Dodici Apostoli, segnano la costa che da Melbourne prosegue verso Geelong e Adelaide. Posti come Bells Beach o Apollo Bay si srotolano davanti agli occhi ormai abituati a nuovi scenari, imprevisti e, se possibile ancora più belli.

A Bells Beach Winki, in un posto lontanissimo da tutto il resto del mondo (non dalla Nuova Zelanda beninteso), ha avuto l’incontro con le onde che sognava con le onde da poster, “mega”, perfette davvero dal punto di vista del surfista ma anche di un fotografo o di un semplice spettatore, magari un po’ atterrito.

Per non anticipare troppo quell’incontro diamo in pasto ai lettori soltanto queste poche righe: “Finalmente era giunto il grande giorno ed era arrivato il momento in cui i nostri corpi e le nostre tavole avrebbero incontrato le onde dei loro sogni. Il Biondo è uscito dalla macchina, non è ancora l’alba, siamo accampati a trecento metri dai car parks di Winki Pop and Bells… Io ero molto fuori, volevo prenderne una grossa, enorme… era stupenda, potente e veramente lunga, dopo un cut back riprendo velocità e mi giro a controllare il “giapu” (“giapponese”, nel senso che spesso si deve fare attenzione alle precedenze, locali australiani o altri indifferentemente che cercano di prendere l’onda migliore, n.d.r.). “Nella frazione di secondo in cui mi giro, davanti a me venti metri di quel muro d’acqua avevano deciso di venire avanti tutti in una volta… ”.

Avventure semplici, natura, la presenza di un mondo nuovo, il “didjeridoo” lo strumento a tubo suonato dagli aborigeni, ed anche i musicisti bianchi innamorati di quelle ancestrali sonorità, il “kookaburra” l’uccello dalle piume colorate che manda versi che sembrano sonore risate, o ancora la “blue bottle”, la medusa velenosa che s’incontra spesso nelle acque calde del Pacifico lungo la costa orientale: trovano anche questo i “non surfisti” che sceglieranno di fare questo viaggio con Winki leggendo il suo libro. Nessun incontro spiacevole con i famosi squali d’Australia si è per fortuna verificato e il Natale e il capodanno sono stati caldi come sempre da quelle parti.

Il libro è anche corredato di cartine e una trentina di fotografie e soprattutto ha una bellissima dedica molto bella rivolta a sua mamma. Li c’è quello che è Fabrizio che si fa chiamare “Winki”, dal di dentro, e che è poi anche quello che si vede fuori.

Ha scritto: “Una volta ero molto più attaccato ai soldi, adesso penso che servano per il minimo indispensabile e non di più; ci sono cose molto più importanti: ero molto più geloso e attaccato alle mie cose, adesso riesco a liberarmene molto più facilmente e se un amico ne ha bisogno, sono disposto a cederle volentieri”. Ma vi avverto, prima di iniziare a leggerlo preparate lo zaino.

Giorgio Jannon


Un Commento

  1. Jamal
    7 ottobre 2017 at 12:56 Rispondi

    Finalmente dopo anni sono riusciuto a terminare un libro in neanche due giorni…Certo è un tema che mi appassiona, il surf, ma ciò che ha reso unica questa lettura e la capacità con cui sei riusciuto a coinvolgermi, si mi sono sentito parte del libro e quindi del tuo viaggio.
    Sicuramente è stato reso più semplice dal fatto che diversi posti di cui parli li ho potuti vedere con i miei occhi, in ogni caso penso che questo sia stata la tua voglia di raccontare che ha trovato in me un lettore predisposto.
    Inoltre le info tecniche e meteorologiche che innalzano il livello e l’interesse verso questo libro