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Australia: quando un sogno diventa realtà

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Australia: quando un sogno diventa realtà
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Australia: quando un sogno diventa realtà

Racconto di viaggio per surfisti e non

australia_winki  ilgiardinodeilibri

Scritto da Winki

  • Prezzo € 14,50

  • Billytea Editrice

  • Libro - Pagine 219

  • In ristampa: nuova edizione in uscita

Recensione

Breve recensione

Australia, sogni, incontri ed emozioni raccolti in quello che sembra essere diventato un cult nel suo genere. 
Un'esperienza on the road si è trasformata in un racconto-guida attraverso il “continente rosso”. 
- “È uno di quei libri che hanno il grande pregio di farti venire una irrefrenabile voglia di preparare lo zaino e partire.” 
- “Terribilmente semplice, altrettanto affascinante…” 
- “Gli appunti di tre mesi di viaggio, a caccia di onde in giro per l’Australia sono diventati un libro.” 
- “Un viaggio attraverso il continente australiano vissuto dall’autore, un diario guida che porta alla scoperta di una terra meravigliosa.”

 

L'autore


Fabrizio Perdichizzi, in arte Winki, è un viaggiatore e narratore con la passione del surf. L’Australia gli ha permesso di vivere esperienze straordinarie e cambiare la sua vita. Un desiderio di crescita lo ha portato a conoscere questa terra incredibile, dai luoghi magici, che è poi diventata la sua seconda casa… se non la prima. Ha studiato turismo per dodici anni e si è poi dedicato ai viaggi con una particolare attenzione rivolta alla natura e al turismo sostenibile.

 

La prima recensione, a cura di Giorgio Jannon (professore, ricercatore, scrittore)


Australia: Quando un sogno diventa realtà…

Racconto di viaggio surfisti e non

… e quelli che dicono che sono stati su quella costa e si sono spostati in aereo o in autobus hanno visto l’Australia classica, quella delle mete turistiche… ma se provate a fare quei mille km con la vostra house-mobile, spiaggia per spiaggia alla ricerca di un posto paradisiaco dove stare, in solitudine o in compagnia della vostra amata o amato, o con altri amici, vi accorgete di come, uscendo dalle solite mete turistiche, potrete vedere l’Oz con gli occhi del viaggiatore e scoprire mondi che molti, che dicono di essere stati in Australia neanche immaginano. Buon viaggio o meglio… buona avventura!

 

Un racconto di viaggio ma anche una guida dedicata ai surfisti, indirizzata a chiunque voglia intraprendere un viaggio in Australia e avere una serie di informazioni pratiche difficilmente riscontrabili nelle guide tradizionali; o anche a chi ha voglia di leggere un racconto di viaggio divertente, molto easy e magari viaggiare anche solo con la fantasia.

Il tema motore del viaggio è il surf da onda, quindi le avventure e disavventure di due ragazzi che fuggono dall’inverno alla ricerca del sole e delle onde; per questo percorreranno quasi 9000 km in tre mesi…

 

Winki e il suo amico Roberto, detto “il Biondo”, partono il 2 dicembre 1997, via Amsterdam, Singapore, destinazione Sydney. L’arrivo nel continente rosso, paradiso fra i paradisi di questo genere, del surf da onda, l’incontro con i primi amici on the road, i problemi logistici da affrontare, l’acquisto di Piglet, la prima macchina su cui passeranno giorni e notti lungo le mitiche coste orientali dell’Australia fino alla famosa Gold Coast, nel Queensland, vicino a Brisbane, l’acquisto di una buona tavola per surfare e la conoscenza coi modi di vita locali. E poi descrizioni semplici, sintetiche e a tratti pittoriche di luoghi noti e assolutamente meno noti perché, come dice lo stesso Winki, l’Australia si conosce davvero se la si percorre così, con un auto fra le mani e non tanto con pullman e aerei.

Avete già sentito parlare di Bondi Beach a Sydney? O di Byron Bay, Duran Bah, Kirra Point, Noosa Heads o Surfers Paradise? Queste sono pagine dove si possono scoprire o riscoprire, se già li conoscete, tutti questi posti (e molti altri ovviamente), da un punto di vista diverso di sicuro, originale, spesso imprevedibile.

Winki nel racconto della sua esperienza di vita, che si presume non dimenticherà mai più, usa uno stile tutto suo, giovanile, in quanto giovane, brillante, perché probabilmente è un estroverso e gli piace comunicare, intelligente, perché usa in ogni pagina termini tratti dall’inglese che ha evidenziato in neretto spesso riferiti allo slang dei surfisti (con il dovuto glossario in fondo per la loro comprensione); intelligente per almeno due motivi, il primo è che in questo modo si resta immersi più a lungo e più efficacemente nel luogo dove siamo, con il corpo o con la mente fa lo stesso, perché i mondi veri non sono quelli “tradotti”, e secondo perché certi termini a volte sono difficilmente traducibili e diventare cittadini del mondo non vuol dire certo dimenticare i dialetti dei propri genitori ma piuttosto imparare parole nuove, di altre lingue o forme gergali.

Al fondo del libro c’è un altro glossario con i termini australiani (scritti in corsivo) per rendere più facile la lettura perché molti modi di dire sono tipici dell’Oz (Australia appunto).

 

Ad un certo punto del viaggio, su al nord, dove caldo e umidità intensificano, e dominano le giornate, Winki ha un’intuizione, profonda, vera, sa che le cose migliori del viaggio le incontrerà a Sud. Le descrizioni di luoghi, animali e persone o compagni di viaggio occasionali, sono tutte lì sulla carta del suo diario che aggiorna, ma soprattutto dentro di sé. Altre ne verranno, altre avventure ed esplorazioni si attaccheranno alla sua anima protesa all’esterno: “Passeggiavo da solo sul lungomare e nell’aria aleggiava una strana aura, avevo come una sensazione, ma non ne capivo il motivo”, scrive Winki. “Arrivato davanti a Piglet, non vedendo gli altri, mi dirigo in spiaggia e osservando il mare, le stelle basse all’orizzonte, come in attesa di qualcosa - la felicità sta a Sud! - È difficile da spiegare! Mi sembra di averla letta sulla sabbia (forse in inglese), ma non ne sono sicuro, questa frase inizia a riecheggiare nella mia mente fino a diventare un pensiero fisso, una consapevolezza. Era come se mi fossi recato sulla spiaggia per ricevere un messaggio e questo era arrivato”.

E a sud Winki e il Biondo fanno altri incontri (che adesso sarebbe prematuro anticipare), conoscono altri bellissimi posti che la natura ha offerto gratuitamente al mondo, le onde di tre quattro metri, quelle che “tubano”, che hanno visto nelle riviste o nei film, con i campioni del surf che passano veloci all’interno di altissimi pareti d’acqua, che sembrano venirti addosso come muri di un condominio che scivolano giù sulla tua testa. Venduta Piglet al “car market” (in Australia è molto conveniente comperare una macchina, girare e poi rivenderla perché il mercato dell’usato funziona molto) e comperata una nuova auto, soprannominata “Elias”, da una deliziosa coppia di anziani signori, percorrono la “Great Ocean Road” verso Ovest. Da quelle parti l’Oceano Pacifico incontra l’Oceano Indiano, le scogliere bellissime  e i pinnacoli di roccia dei Dodici Apostoli, segnano la costa che da Melbourne prosegue verso Geelong e Adelaide. Posti come Bells Beach o Apollo Bay si srotolano davanti agli occhi ormai abituati a nuovi scenari, imprevisti e, se possibile ancora più belli.

A Bells Beach Winki, in un posto lontanissimo da tutto il resto del mondo (non dalla Nuova Zelanda beninteso), ha avuto l’incontro con le onde che sognava con le onde da poster, “mega”, perfette davvero dal punto di vista del surfista ma anche di un fotografo o di un semplice spettatore, magari un po’ atterrito.

Per non anticipare troppo quell’incontro diamo in pasto ai lettori soltanto queste poche righe: “Finalmente era giunto il grande giorno ed era arrivato il momento in cui i nostri corpi e le nostre tavole avrebbero incontrato le onde dei loro sogni. Il Biondo è uscito dalla macchina, non è ancora l’alba, siamo accampati a trecento metri dai car parks di Winki Pop and Bells… Io ero molto fuori, volevo prenderne una grossa, enorme… era stupenda, potente e veramente lunga, dopo un cut back riprendo velocità e mi giro a controllare il “giapu” (“giapponese”, nel senso che spesso si deve fare attenzione alle precedenze, locali australiani o altri indifferentemente che cercano di prendere l’onda migliore, n.d.r.). “Nella frazione di secondo in cui mi giro, davanti a me venti metri di quel muro d’acqua avevano deciso di venire avanti tutti in una volta… ”.

Avventure semplici, natura, la presenza di un mondo nuovo, il “didjeridoo” lo strumento a tubo suonato dagli aborigeni, ed anche i musicisti bianchi innamorati di quelle ancestrali sonorità, il “kookaburra” l’uccello dalle piume colorate che manda versi che sembrano sonore risate, o ancora la “blue bottle”, la medusa velenosa che s’incontra spesso nelle acque calde del Pacifico lungo la costa orientale: trovano anche questo i “non surfisti” che sceglieranno di fare questo viaggio con Winki leggendo il suo libro. Nessun incontro spiacevole con i famosi squali d’Australia si è per fortuna verificato e il Natale e il capodanno sono stati caldi come sempre da quelle parti.

Il libro è anche corredato di cartine e una trentina di fotografie e soprattutto ha una bellissima dedica molto bella rivolta a sua mamma. Li c’è quello che è Fabrizio che si fa chiamare “Winki”, dal di dentro, e che è poi anche quello che si vede fuori.

Ha scritto: “Una volta ero molto più attaccato ai soldi, adesso penso che servano per il minimo indispensabile e non di più; ci sono cose molto più importanti: ero molto più geloso e attaccato alle mie cose, adesso riesco a liberarmene molto più facilmente e se un amico ne ha bisogno, sono disposto a cederle volentieri”. Ma vi avverto, prima di iniziare a leggerlo preparate lo zaino.

Giorgio Jannon

 


Commenti dei lettori

 

Aloha Winki... Come và??? Ti scrivo perchè volevo innanzitutto farti i complimenti per come hai scritto il libro. Veramente interessante! Ti comunico che ho già terminato una prima lettura, e che sto pensando di rileggerlo, immagina come sono rimasto affascinato!! Nelle ultime pagine del libro ho letto che hai fatto i ringraziamenti a due miei vecchi amici, magari ora non si ricordano di me, comunque sono Bobo Lutzu e Raimondo “Momo” Zucca; sono coloro che mi hanno in segnato a surfare le onde in Sardegna! Magari conosci anche un ragazzo che si chiama Stanislao, amico di questi ultimi?? Ora ti lascio... non ho ancora dormito anche per colpa del tuo libro, sono sveglio da quasi 38 ore!!! OH MY GOD!! Ci sentiamo!!! Grazie per il libro!

Alohaaaaaaaaa!!! Aussie - Sardegna

 

 

CIAO!!! Il libro è arrivato!!! Grazie, grazie…
Ho letto le prime 10 pagine e già mi sono innamorata di te... scherzo... comunque mi piace tantissimo, meritava i 10.000 sbattimenti che ho fatto per trovarlo!! Ah, e poi non ci credo, non sai quante serate ho passato al Quiksilver Surf Bar a Rimini!!!
Grazie ancora
Gnao
Federica

 

 

Ciao Winki, sono Paolo, ho atteso un po’ di giorni per scriverti cosa penso del tuo libro perché non trovavo l’ispirazione giusta. Oggi va tutto storto, una di quelle giornate che il primo sbaglio è stato scendere dal letto. Adesso che una gelida serata si sta affacciando, ho mollato tutto e deciso di fare qualcosa di piacevole, ovvero scriverti.
Il tuo libro mi ha tenuto compagnia per tutto il volo da Monaco di Baviera a San Francisco. Ero all’inizio di un lungo viaggio che mi avrebbe portato da San Francisco a Los Angeles in macchina, poi alle Hawaii a Big Island e Maui e infine a zonzo per l’Arizona. Temevo un po’ questo viaggio. Tante miglia da guidare da solo (Tiziana, mia moglie, preferisce evitare di mettersi al volante. Una decisione che anche le mie coronarie apprezzano), tanti posti nuovi e prove da superare. Nel tuo libro ho trovato come sia facile vivere al cento per cento le avventure, con semplicità. Che significa prendere tutto quello che arriva, senza paranoie e senza fasciarsi la testa prima che si sia rotta. Avete fatto veramente un bel viaggio e vi invidio un po’. Invidio i vostri anni, l’incoscienza della gioventù che ti porta dall’altra parte del mondo senza nulla, senza un posto per dormire e (mi sembra) con le tasche non troppo piene. Ora che ho 42 anni mi rimane un po’ difficile pensare un viaggio vissuto così, ma prima, tra i 20 e i 25 ne facevo, anche se ovviamente con traguardi molto più vicini.
Ho quindi letto con piacere il tuo libro, che è andato via di filato come una bella birra bionda. Scritto semplice, come se me lo stessi raccontando seduti su una spiaggia. Ora che è passato poco più di un mese (anche se mi sembra un anno), mi sono rimaste quattro cose dentro. La lettera alla tua mamma, il Conte Dur de la Dur - mio conterraneo - che la pensa esattamente come me (anche io non surfo d’inverno? non ho la muta), e mi è rimasta dentro l’ultima mezza giornata tra le onde prima della vostra partenza e soprattutto la fotografia di quel momento. Non so se riesco a spiegarmi? ma hai una faccia di uno che sta assaporando un momento che non dimenticherà mai e che è cosciente della bellezza di tutto ciò. Hai la faccia di uno che improvvisamente è diventato grande perché ha portato a termine un sogno e se lo è goduto fino in fondo. Insomma, hai la faccia di uno felice. La prossima volta che organizzi un viaggio chiamami.
Ciao, Paolo

 

 

Ehi Winki,
ho divorato il tuo libro in soli due giorni in treno, andata e ritorno, di un viaggio di lavoro. È una vera figata! Mi ha fatto sognare e viaggiare allo stesso tempo. Penso che il tuo scopo fosse proprio quello…
Purtroppo per noi quasi 39enni questi viaggi possono rimanere solo nei sogni, ma fa piacere che qualcuno del "popolo acquatico" - mi è piaciuta questa espressione e l'ho fatta mia - li abbia effettuati realmente. A proposito, mi hai fatto venir voglia di farmi fare la tavola su misura per me, per il peso e per la mia capacità - rectius incapacità - di surfare. Sono andato così da uno shaper di fiducia delle mie parti (Viareggio) è ho chiesto un bel 6/4 con un po' di volume nascosto. E la grafica? Quella che ho sempre sognato, il mio marchio di fabbrica da surfista: un arcobaleno che simboleggia un'onda tubante colorata... del resto il surf non è forse ben sintetizzato nel barrel, nella ricerca del tubo, nei colori e nella gioia di vivere? Ovviamente c'è anche scritto “for gab” che poi sono io.
Ciao
Gab (Gabriele Lazzaretti, Firenze - Viareggio)

 

 

Caro Winki,

ho appena finito di leggere il tuo libro e devo scriverti. È giusto quando dici: “il surf è una lingua”. Io purtroppo non la conosco, ma ho capito quanto sia bello praticare il surf e mi piacerebbe impararla anche se credo di essere un po' stagionato per farlo (ho 58 anni e non sono mai stato un gran sportivo).

Il surf, se non altro, mi ha fatto conoscere te e il tuo bel libro pieno di freschezza, di immediatezza, di sole e di mare, di splendidi panorami e, perché no? di onde.

Il tuo racconto è pulito come deve essere pulito il tuo sport, come deve essere pulita l'Australia. Grazie per aver scritto un libro semplice e che testimonia la tua grande passione per la cavalcata delle onde. Il tuo libro sarà uno dei pochi che porterò con me nel mio viaggio futuro in Australia.

Ho letto il tuo racconto perchè leggo tutto ciò che mi conduce in Australia, che mi può servire a conoscere meglio quello straordinario paese e che mi può servire a preparare il viaggio: ciò che per te è il surf per me è l'Australia.

Porterò con me il tuo libro perchè in esso ho trovato molte indicazioni utili.

Sono molti anni che desidero andare in Australia e percorrerla in lungo ed in largo, almeno un anno di viaggio con la mia autovettura predisposta a tutte le strade e alla completa autosufficienza: il viaggio della vita... Ecco perchè ho apprezzato molto ciò che scrivi: c'è in te la voglia di “viaggio in se e per se” come sogno io stesso e come farò in quella terra meravigliosa guardando, d'ora in poi, le onde con un altro occhio!!!

Grazie per avermi avvicinato al surf che, come ti ho detto non imparerò mai, ma che ha suscitato in me interesse e stupore.

Al piacere di leggerti ti saluto caramente e ti raccomando di tenermi informato sui tuoi programmi di surf in Australia.

Giulio

 

Hi Winki... da dove inizio? Semplicemente dal fatto che il tuo libro-diario mi è piaciuto tantissimo. Non sono una critica letteraria, ma l'ho trovato vero. Quello che hai scritto, come l'hai scritto e soprattutto le sensazioni positive che hai trasmesso.

Premetto che io faccio parte di quelle persone che meglio si identificano nella seconda parte del sottotitolo, “i non surfisti” e cercavo di immaginare come poteva essere una
onda da “sinistra” piuttosto che un “tubo”, alla fine non ti dico di avere preso un “point break” ma non sono nemmeno affogata; anche se lo spavento maggiore l'ho provato quando hai raccontato il tuo incidente, certo che bisogna essere dei braveheart per surfare!
E così una volta finito il libro ho riguardato il film Point Break con altri occhi e ho cercato anche l'altro film Endless Summer II
Nel tuo libro ho trovato un sacco di note a me familiari, il mio viaggio è stato diversissimo dal tuo, ma ho visitato anch'io posti da te citati e rileggere che anche un'altra persona ha provato le mie stesse emozioni, mi ha fatto stare bene...
A Bondi Beach ho trovato un tempo da lupi e c'era solo un unico temerario surfista in mare (ed anch'io me la immaginavo diversa, forse perchè viene troppo decantata); sulla Great Ocean Road ho trovato lo stesso tempo che hai descritto tu; ho visitato Phillip Island sorridendo per la “simpatica goffaggine” dei poveri pinguini; e cosa buffa: anch'io ho fatto un po’ di fatica a vendere la mitica LELIKA una Mitsubishi Sigma che ha accompagnato la sottoscritta ed l’amica (che mi ha raggiunto) in giro per la fantastica Aussie Land. È stato bello rivivere quei momenti in “tua” compagnia e mi sembra di aver percepito anche da parte tua un “mal d'Australia” come il mio.
Ti ringrazio per quello che il tuo libro ha rispolverato in me, non ho mai dimenticato il mio quasi anno in Terra Australis... ma con il ritmo di Milano l'avevo quasi “archiviato” forse per non soffrire del fatto che sono passati cinque anni dal mio rientro quando invece avrei preferito poter restare laggiù a vita... ma non è detto!!! Penso di averti rotto abbastanza...

I hope we can keep in touch...
Take easy  and thanks a lot for everthing
Bye mate. Cookie

 

 

Ciao Winki, mi chiamo Fabio, beh come avrai gia letto dal titolo dell'e-mail potrai capire che per me il tuo libro è stupendo!Tornato dalle vacanze di fine anno mi sono immerso nella lettura e gia non volevo più smetterla di leggerlo. Poi mi sono detto che se lo leggevo tutto subito sarei rimasto senza e poi come avrei fatto ? Allora mi sono imposto di leggerlo un po’ alla volta e così è stato. Ho fatto del mio meglio per non finirlo e l'ho letto in quattro giorni, ogni volta che lo prendevo per leggerlo non volevo più mollarlo. Beh ti devo dire che io non sono un surfista, ma dopo questo racconto che ho letto, vorrei al più presto imparare a surfare. So che non è facile però in qualche modo dovrò pur farcela! Io di libri non ne compro molti, ma questo per mi resterà impresso, forse per la sua semplicità, perchè scritto da una persona normalissima, non so, ma è speciale! Per la terminologia tecnica non ho fatto fatica, avevo messo un segnalibro alla fine dove c'erano le spiegazioni e man mano che leggevo andavo a scoprire cosa volevano dire, certi termini li sapevo altri li ho scoperti durante la lettura. Più andavo avanti e meno andavo a vedere il significato, adesso ce li ho stampati in mente più o meno tutti. Se ci sta nell'e-mail ti allego anche una foto di Rob Machado, per il Biondo, ieri sera navigavo e su un sito di surf guardando una foto gallery ho scovato una sua foto, al che mi è venuto in mente il soprannome del tuo compagno di viaggio. Beh adesso ti lascio e ti rifaccio i miei C-O-M-P-L-I-M-E-N-T-O-N-I X IL RACCONTO!!! Spero di risentirti! Ah una cosa,ti volevo chiedere un favore, mi potresti indicare qualche surf magazine? Grazie 1000! Un salutone Winki e Buon proseguimento!

 

 

Ciao,come stai?? Sono Riccardo, ci siamo conosciuti al Surfexpò, per farti capire meglio sono l’amico di Matteo di Frosinone. Sai volevo parlarti del libro, ma è inutile dirti le solite cose che bello ecc., ecc.; per rendere l'idea di cosa ne penso: in un giorno, cioè la sera stessa del Surfexpò, ne ho divorato un centinaia di pagine, scivolavano come un onda liscia e rotonda scivola sotto la tavola. Dimenticavo sono le 6.00a.m e già... sono già sveglio, vedo le cartine e le web sperando in almeno mezzo metro di onda e che il mare oggi ci faccia questo piccolo regalo ma: sono molto scettico. Ti scrivo mentre ascolto Ben Harper conosci? è bravo vero? Vabbè tornando a noi, dopo quelle 100 pagine circa mi sono reso conto che ogni volta che lo leggo la realtà intorno a me svanisce e come per magia mi trovo assieme a te a condividere quel fantastico viaggio. Quindi ne leggo una o due per paura di finirlo presto. Beh. penso che abbia reso più o meno l idea di cosa ne penso del tuo lavoro!! e ti do ragione quando dici che non è la solita guida di un surf trip... sei un grande!

Rip it up!

Ciao, Riccardo.

 

 

Ciao Fabrizio, ho letto il tuo libro... mi è piaciuto!!!!!!!

Spero sia solo il primo!!!

Ciao a presto

Luciana (SLALOM/Ufficio Stampa RIP CURL)

 


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Ultimo aggiornamento (Sabato 28 Aprile 2012 15:08)

 

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