In Western Australia con Wine for Dudes

Credo che ci siano vari modi per scoprire una zona, e sebbene siano stati l’Oceano e le onde ad chiamarmi in questo angolo dell’Australia la prima volta circa 11 anni fa, oggi vi racconterò di come si possa visitare un luogo e comprenderne una parte della storia grazie a un wine tour.

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 Per chi si fosse perso uno degli articoli precedenti premetto che il modo migliore per entrare in contatto con le bellezze di un luogo è tramite la gente del posto. Nell’articolo Koomal Dreaming racconto appunto della meravigliosa esperienza con Josh Whiteland, carissimo amico aborigeno, guida locale, esperto musicista e rappresentate locale della tribù aborigena dei Wandandi. L’esperienza con lui è senza dubbio qualcosa da non perdere. Oggi però voglio raccontarvi di come il vino possa diventare il filo conduttore di una giornata spensierata, ma anche molto molto interessante.

In questo viaggio di scoperta un altro carissimo amico John O’Connor, ci accompagnerà attarverso una parte dell’area di Margert River, in una giornata sicuramente indimenticabile.
La zona di Margaret River in Western Australia è famosa per i suoi vini rinomati, per il surf e le onde eccezionali. Per fortuna sta venendo sempre più riconosciuta anche per le bellezze naturali e perchè è possibile vivere alcune esperienze con i rappresentanti della comunità aborigena locale grazie a diverse attività, come per esempio quelle che ho raccontato la volta scorsa in compagnia di  Josh Whiteland.

John condivide la sua passione per i vini

John condivide la sua passione per i vini

 

John invece da circa dieci anni si è inventato di portare turisti stranieri, ma anche molti australiani, a visitare le varie winery nella zona di Margaret River. Ho scoperto che ci sono circa 160 aziende vinicole e 110 di queste hanno quello che qui chiamano cellar doors, cioè un negozio all’interno dell’azienda per la vendita diretta. Le winery della zona sono molto ben curate e alcune di queste le conosco da anni avendo avuto l’occasione di visitarle. Alcune per attrarre la clientela si sono inventati ristoranti molto particolari con menù unici. La parte del cibo ve la racconterò dopo con alcune considerazioni, ovvio che da Italiano, e con un’esperienza ventennale in alimentazione naturale e di preparazione di cibo con amore, percepisco che non è tutto oro quello che luccica, ma credo che concedersi di provare alcuni di questi ristoranti, il loro cibo e i vini prodotti sul luogo sia comunque un’esperienza unica.

Chi mi segue da un po’ conosce oramai l’inclinazione che ho nel parlare di alimenti naturali, o di aver sempre una parola buona per la salvaguardia della natura, bene l’industria vinicola può spesso avere un impatto molto forte sul territorio, ma voglio sperare che parlare di alcuni argomenti e portare l’attenzione su di essi possa fare riflettere amici e lettori ed eventualmente guidarli verso scelte consapevoli e l’acquisto di prodotti amici della Terra.
Nel tour di oggi con Wine for Dudes ho avuto modo di appurare che c’è sempre qualche personaggio e qualche realtà che alla fine fa la differenza e da speranza per un futuro più sostenibile. Quando dico sostenibile mi riferisco a qualsiasi attività che, invece di sfruttare risorse e territorio, viene svolta in armonia con la Madre Natura, non fa uso di veleni che una volta inseriti della catena di produzione finiranno nei nostri organismi, e quindi oltre al minimo impatto ambientale, usi tecniche di produzione biologica, biodinamica o semplicemente consapevole. Oltre ad avere zero impatto ambientale il massimo sarebbe che ognuna di queste aziende si occupasse di ristabilire l’equilibrio nel territorio in cui si trova, magari rinserendo piante locali che sono state a suo tempo decimate per lasciare spazio alle vigne, per esempio. La storia locale ci racconta che i primi settlers (letteralmente coloro che si sono insediati) della zona erano tagliatori di legname, quindi il disboscamento è cominciato prima del periodo in cui le winery sono cresciute come funghi.
Se vi concederete un tour in compagnia di John, per gli amici Johnno, state certi che vi racconterà volentieri una parte della storia del luogo giusto, quindi eccovi la storia vera e propria di una giornata di sole speciale con il cielo azzurro, che più azzurro non si può, del Western Australa, tra le colline verdi, alberi secolari e vigneti…

Appena usciti da Margaret River con uno dei minibus di Wine for Dude, John ci racconta un po’ di storia locale. Il primissimo insediamento non aborigeno è di epoca davvero recente. Nel 1850 Margaret River è un centro per il taglio della legna, ma il vero è proprio centro cittadino nasce dopo la prima guerra mondiale a quanto pare. Tra il 1921 e il 1930, un centinaio di persone vengono attratte da un’iniziativa del governo australiano che concede terre per sviluppare l’aspetto rurale e la produzione di latte. Quindi l’allevamento bovino nasce e cresce in quegli anni, ma non sembra per decenni fiorire economicamente.
Negli anni ’60 i primi surfisti cominciano ad esplorare la zona attratti dalle onde e dai reef incontaminati. Tutt’altro che una passeggiata andare alla ricerca di onde, immaginate delle vere e proprie esplorazioni dove a volte i surfisti chiedono agli allevatori con trattori di portarli fino al mare, perchè gli accessi a quei tempi sono inacessibili con qualsiasi mezzo.

L’Università del Western Australia esegue uno studio nel 1960 per inviduare il suolo migliore per coltivare viti e questo cambierà per sempre la morfologia del luogo. Alcune terre vengo vendute dagli allevatori a nuovi viticoltori e una piccola regione come il Chianti in Toscana, o la zona del Bordeaux in Francia, nasce.
Quindi quegli studi che appuravano la presenza di un suolo argilloso terribile per molte culture si rivela perfetto per le vigne. Soprattutto la caratteristica dell’argilla di trattenere acqua è fondamentale per l’aspetto idrogeologico della zona. Se vogliamo questo è un lato che potrebbe far pensare a un basso impatto ambientale, perchè le viti per decenni hanno preso l’acqua accumulata durante il periodo invernale direttamente dal suolo, peccato poi che la maggiorparte dei viticoltori abbiamo fatto un uso indiscriminato di fertilizzanti e veleni che sono finiti per anni nei corsi d’acqua ed hanno alterato uno degli ecosistemi più antichi della terra. Oggi giorno però molte aziende stanno facendo scelte consapevoli e stanno orientando le proprie attività verso lo sviluppo di colture naturali a basso impatto ambientale. Dopo condividerò un paio di domande da porvi e da porre quando vi capiterà di andare a visitare delle vinerie o aziende agricole in generale per capire in che modo coltivano i propri prodotti e quindi quando sono davvero sani e quale impatto abbiano sull’ambiente.

Alcuni dei primi viticoltori erano dei veri e propri pionieri, gente dura, ma tranquilla che perdeva la pazienza solo in occasione di episodi non rari dove l’unica manodopera disponibile, i surfisti, piantavano le viti a testa in giù, quindi con le radici verso l’alto, perchè non ne avevano mai viste prima, mi immagino le scene!
Ad ogni modo il Dr Tom Cullen nel 1971 produrrà il primo vino di quella che verrà poi denominata la Margeret River Region. Tra l’altro Cullen è attualmente una delle prime winery, tra le più famose della zona, ad aver convertito la produzione di vino in biologica e biodinamica, il vino è comunque uno dei miei preferiti della zona.

Non starò a raccontarvi delle altre cantine prestigiose perchè mi piace fare pubblicità solo a chi rispetta l’ambiente, e mano a mano che scoprirò queste realtà sarò ben felice di condividerle. 🙂

Tornando al nostro tour John, ci racconta del clima… in effetti lo conosco bene ed è uno dei motivi per cui mi piace svernare qui. L’estate opposta al nostro inverno e l’autunno da Aprile-Maggio la stagione migliore per onde anche se la sera fa un po’ fresco. Le pioggie frequenti nei mesi invernali luglio e agosto garantiscono il giusto stato di idratazione al terreno da cui poi le piante attingono nei restanti mesi. E anche se le estati sono solitamente molto calde le viti e anche gli abitanti della zona sembrano proprio godere di un clima ideale.

John ci dice che la prima winery della giornata è anche per lui una novità, ha assaggiato i loro vini qualche settimana fa e propono proprio di iniziare con Brygon Reserve, una piccola cantina con una selezione di vini che hanno ottenuto una serie di riconoscimenti importanti proprio negli ultimi anni. Nonostante persolmente non dia molto peso ai premi e blasoni vari, anche se in alcuni casi meritati, devo dire che l’esperienza di cominciare una domenica mattina assaggiando vini nuovi dopo un bel po’ che non bevo è al quanto interessante. Il primo vino, un rosé, nonostante quando bevo raramente mi discosto dal rosso, è proprio buono. Robert il proprietario dell’azienda condivide con noi qualche informazione sulle loro tecniche di vinificazione e sulle caratteristiche dei loro vini. Il gruppo di circa una ventina di persone alcuni australiani, qualche neozelandese e qualche europeo, sembra molto interessato, e per molti di loro è proprio un’introduzione al mondo dei vini. John mi confida che è soddisfatto dell’interessamento, e condivide che uno dei suoi intenti e dei tour è proprio quello di condividere questa sua forte passione per i vini buoni. Se ci pensate l’antica bevanda se ne capiamo le sue origini, la beviamo con moderazione e attenzione può essere considerato un vero e proprio cibo, e un viaggio in sé per sé.

Winefordudes-www.winki.it

Vini in Australia-www.winki.it

Angel in australia-www.winki.it

Ovvio che un’esperienza come quella di oggi include anche divertimento, voglia di stare con gli amici e spensieratezza, e a quando pare i vari gruppetti non hanno fatica a socializzare e ad omologarsi in un bel gruppo unico. Questa è anche parte dell’esperienza con Wine for Dudes, e non è la prima volta che mi capita di farne parte con John. Qualche anno fa mi ha addirittura chiesto di preparare un piatto per un pic-nic per il pranzo in una delle winery e mi sono proprio divertito a preparare un’insalta di pasta speciale preparata per l’occasione.
John mi racconta anche che non sempre i gruppi sono quelli di oggi ed ogni tanto capita che alcuni soggetti partecipano al tour solo per ubriacarsi, beh questo non è l’intento del tour… anche se uno può unire il wine tasting al divertimento ed eventualmente poi sentirsi anche brillo non c’è nulla di male, in fondo è anche uno dei motivi che andando in giro con John o qualcun’altro delle sue guide, uno non si deve preoccupare di guidare. Di fatto loro non possono bere neanche mezzo bicchiere perchè le leggi qui in Australia sono giustamente rigide a riguardo.

Wine-Perth-www.winki.it

Wine in Perth-Australia-www.winki.it

Quindi dal rosé, passiato ai bianchi, che anche se non sono la mia passione devo ammettere che quelli australiani sono molto fruttati e carichi di profumi che andrebbero comunque assaggiati per arrivare poi ai rossi. Scatto un po’ di foto cercando di cogliere momenti, dettagli e frammenti delle immagini del gruppo che vive questa esperienza. E dopo una mezzoretta di degustazioni la donna che gestisce il negozio della cantina comunica che grazie a Wine for Dudes per quel giorno i partecipanti al gruppo possono avere uno sconto del 10%, John che non si è messo d’accordo ma sembra felice della concessione e anche i vari ragazzi che compreranno una quindicina di bottiglie in tutto da portare a casa. Come prima tappa devo dire che non c’è male.

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L’articolo in Western Australia con Wine for Dudes continua nella seconda parte che pubblicherò presto…

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