La donna delle sette fonti

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La donna delle sette fonti

di Diego Manca

 

Una storia intensa e coinvolgente, che parla di risveglio, di rinascita e di conquista di una nuova vita. Una ragazza che secondo i medici è in fin di vita, riscopre la gioia di esistere attraverso un cammino sciamanico nel nostro Paese. Questa volta senza andare troppo lontano, non in Sud America, niente Australia o isole lontane, è affascinante riscoprire che alcune tradizioni di guarigione siano ancora vive accanto casa anche se nascoste agli occhi di chi non vuol vedere, ma soprattutto al cuore di non vuol sentire. La Sardegna, isola a me molto cara, è il luogo in cui si svolge questa storia romanzata, a mio avviso molto più reale di quando si possa immaginare leggendo un “romanzo” come questo. L’autore, Diego Manca, accompagna il lettore con la sua scrittura molto semplice ma immediata, ed è proprio questa “semplicità” che ci aiuta comprendere di come la spiritualità e un certo tipo di cammino possano essere intrapresi senza andare molto lontano appunto. A volte, o spesso, quello che ci circonda è quanto basta per ritrovare una vita piena di emozioni, voglia di vivere e intenti, che ci possono condurre verso luoghi inaspettati dell’anima.

Un romanzo dedicato all’Acqua, allo Spirito di tutte le acque, e alla Terra che lo ospita. La storia racconta la guarigione di questa giovane donna che, nello scoprire sé stessa, la sua terra e le sue acque, scopre il vero senso della salute e della vita.

Un viaggio interiore tra terra e acqua alla ricerca della salute del corpo e dell’anima.

L’autore: Antonio Diego Manca (Deddegu ‘Diego’ per gli amici) è nato nel 1949 a Santu Lussurgiu, un ridente e caratteristico paese del Montiferru nell’alto Oristanese, ricco di acque e di boschi. Attualmente vive e lavora a Firenze. Scrittore e poeta, ha pubblicato il libro di poesie Haiku. Immagini in versi, con traduzione in giapponese di Shinobu Nakajima e calligrafia giapponese (Shodo) di Yoko Nakajima.

Dell’autore:

«Questo libro è dedicato a Morealah,

Dea di tutte le Acque,

e della Guarigione delle Acque

di Madre Terra.

Morealah è ogni Oceano, Fiume, Pioggia o Lago.

Dallo Spazio, il Gioiello Azzurro che noi chiamiamo

Pianeta Terra, riflette la Prensenza della Dea Morealah.

Lo dedico inoltre al cucciolo di gatto selvatico

apparsomi in sogno per ricordarmi

di non cercare di addomesticare

la sua Natura Selvaggia.»

«L’acqua è da sempre stata considerata sacra, poiché è fonte di vita, guarigione, fertilità, procreazione; ma è anche in grado di distruggere, corrodere e dissolvere ogni cosa. L’acqua, come il sangue della terra, simboleggia la sostanza primordiale da cui ha origine la vita e alla quale tutti tornano e si dissolvono.

Già nel paleolitico era considerata un simbolo tra i più importanti, e una molteplicità di forme rituali e culturali si svolgevamo nei pressi di sorgenti, fonti, fiumi, laghi e mari. Nell’antica lingua sumera “ab” (in sardo “abba”) significa ‘acqua’ e simboleggiava anche il seme maschile che feconda; così fin dalla remota antichità il culto delle acque si è collegato a fonti e sorgenti sacre, dove le donne si immergevano per diventare fertili. Vi sono riti in cui l’immersione nell’acqua simboleggia la rinascita, l’iniziazione, il punto di partenza di un nuovo cammino, la rigenerazione totale non solo del corpo, ma anche dello spirito e dell’anima.

L’acqua è una “medicina” che risana e guarisce, e le sorgenti e le fonti sacre sono state, da sempre, luoghi di pellegrinaggio connessi con l’apparizione di Dee o Grandi Madri.

In questi luoghi particolari, per le singolari energie magnetiche e cosmo-telluriche, possono avvenire piccole o grandi guarigioni, ma anche “guarigioni invisibili”, guarigioni dell’anima, e le persone che tornano a casa da questa esperienza hanno la vita totalmente cambiata.

È  come se l’acqua della fonte “sacra” andasse a colloquiare con l’acqua contenuta nel nostro corpo, attivando un processo di riequilibrio e di guarigione non solo fisica, ma anche psichica ed emozionale.»

Tratto dalla prefazione a cura di Silvio Calzolari

(Storico delle religioni)

Buon viaggio tra le acque sacre e i luoghi magici di un angolo di Sardegna

Winki

 

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