The Wardandi Aboriginal Tour – II parte

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Fiorino Fiorini – Jeremy Cloake, Bill Webb, Winki, Josh Whiteland

Il mattino seguente ci siamo ritrovati a fare colazione in giardino, sotto il gazebo del Giappa. Con lui abbiamo poi raggiunto Fidenza, io la conoscevo già ma volevamo mostrarla a Bill e Josh e fargli incontrare qualche bellezza locale.

Una passeggiata nel centro storico, qualche assaggio di gustosità tipiche e un foto ricordo al Freelife Skate Shop per poi salutare a malincuore gli amici e proseguire verso la nostra destinazione.

Eravamo attesi a casa di Fiorino, il presidente del DidjinOz Fest, in una frazioncina tra Cesena e Forlì. Una casa di campagna tra i campi di cereali.

Un luogo davvero tranquillo dove ci è stata riservata una bella accoglienza.

Abbiamo pranzato accanto alla casa di campagna, sotto gli alberi, insieme a Fiorino e Alice, il piccolo Mattia e alcuni degli ospiti del festival tra cui Jeremy Cloake – di cui già avevo sentito parlare.

Bill e Josh, subito a loro agio tra nuovi amici internazionali, hanno scoperto tra l’altro di avere conoscenze in comune con Jeremy. Lui, di origine neozelandese, oltre ad essere musicista e compositore costruisce strumenti ed insegna musica. Tra le altre cose suona anche l’yidaki, come viene propriamente chiamato il didjeridoo da appassionati o esperti. Suona percussioni del West Africa; tamburi delle isole Cook e taonga puoro e n’gori provenienti dalla Nuova Zelanda.

A renderlo noto è stato il suo talento per l’yidaki. Ha approfondito la tecnica studiando per quattro anni con maestri del Arnhem Land nel Nord Est dell’Australia. E anche se ha sviluppato una tecnica propria molto potente e innovativa, resta legato alle tradizioni delle tribù di quell’aerea. Fiorino mi spiega che, oltre a divulgarne la musica, Jeremy parlerà anche delle tradizioni delle tribù che lo hanno ospitato.

Per chi non lo sapesse il didjeridoo è lo strumento tradizionale di alcune tribù aborigene (www.overlanddidjeridooes.com) .

Un pranzo all’italiana, con spaghetti aglio, olio e peperoncino, seguiti da portate varie e un insolito – almeno per i miei due amici – prosciutto e melone. E poi relax.

Fiorino ci ha accompagnato poi all’agriturismo sulle colline di Bertinoro, la nostra residenza per tutti i giorni del Festival. Un posto davvero carino, dalla piscina si poteva ammirare il frutteto che si estendeva sulle colline: situazione ideale per qualche altra ora di riposo.

La stessa sera ci attendevano al Magazzino Parallelo di Cesena per la presentazione del tour e l’anteprima del festival www.didjinoz.com

Devo ammettere che il locale ha superato le nostre aspettative: per metà era all’aperto e ambientato in una vecchia fabbrica dismessa. Lo scenario era quello di una mostra permanente di opere d’arte generate –  credo – dall’estro di chi ha ideato questo posto: Fabio (penso) il proprietario.

Di sicuro non mancavano i colori e i particolari per catturare l’attenzione, con un riguardo speciale ai materiali riciclati.

Anche qui,  il clima e l’accoglienza sono quelli tipici della Romagna e – in attesa della serata – ci siamo gustati alcune birre artigianali con il contorno di un mercatino del biologico allestito dentro il cortile del locale.

Ho poi sistemato il banchetto con alcune copie del mio libro, mentre Bill e Josh preparavano i colori per la pittura corporea a cui si sarebbero sottoposti prima della seconda parte dello spettacolo.

La nostra prima serata. L’idea era che Fiorino presentasse me e io presentassi Bill e Josh… poi al microfono ho iniziato una chiacchierata con Bill: su di lui, sul popolo aborigeno e sui presupposti di questo viaggio. Ed è cominciato il viaggio nella magia, il tempo si è fuso, la musica è partita e le luci colorate hanno accompagnato una serata indimenticabile. Non avevamo fatto alcuna prova e, dopo aver cambiato il programma almeno venti volte prima dell’inizio dello spettacolo, ci siamo ritrovati spontaneamente a recitare un copione guidato da una mano invisibile. All’inizio io e Bill, poi Josh con i suoi suoni, da prima profondi che ti entrano sotto la pelle e arrivano al cuore, e poi le sue musiche dirompenti per continuare il viaggio nel viaggio.

Mentre Josh suonava, Bill, prima in borghese, si è preparato per lo spettacolo. Tra una serie di pezzi e l’altro ho tradotto i discorsi di Bill sull’importanza della salvaguardia della natura e sulla missione del suo popolo come custode della terra e depositario delle tradizioni.

Il resto non si può spiegare a parole, spero che le foto aiutino a comprendere la magia che ci è stata concessa di vivere, ma senza quelle musiche potrete facilmente immaginare che è un po’ come guardare un film senza l’audio…

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Il giorno successivo l’abbiamo dedicato al riposo e a visitare i dintorni in compagnia di una guida d’eccezione, il mio carissimo amico Denis, che tra le altre cose mi ha fatto da spalla, anzi da spalle, in occasione della presentazione della Baia della Luna proprio al DidjinOz Fest in una versione invernale di due anni prima (il libro era uscito da qualche mese).

Denis è venuto in Australia insieme a me nel 2005 e anche in Western Australia, terra d’origine di Bill e Josh. Ci tenevo a farli incontrare. Oltre ad essere molto simpatico di natura, Denis fa il simpatico anche di lavoro, visto che è attore di teatro (sempre che non debba interpretare scene drammatiche – ovviamente).

Ad ogni modo, l’idea che avevo per questo viaggio era di fare incontrare – a seconda dei luoghi – i miei due amici aborigeni con i miei amici del posto. Di volta in volta un incontro con un personaggio chiave che ci avrebbe fatto da guida.

E non è finita: oltre a visitare il centro storico di Bertinoro ci siamo ritrovati per puro caso (questo non lo sapevo ed è stata una bella sorpresa) in un luogo “chicca” arroccato sulle colline a due passi dall’agriturismo dove soggiornavamo.

Denis mi ha lasciato di stucco quando mi ha detto che Alfonso, un mio carissimo amico, lavorava proprio là. Alfonso vive da anni a Perth ma ha scelto di tornare in Italia con la compagna per fare nascere la loro splendida figlia. Non potevo credere a tutte queste coincidenze.  Ovviamente anche Alfonso conosce la zona di Bill e Josh perché ci va spesso a fare surf. Sapevo che era in Italia ed era una di quelle persone che ci tenevo proprio a rivedere. Così, nonostante il locale fosse ancora chiuso, ci siamo ritrovati ospiti brindando nel giardino meraviglioso di questa antica casa ristruttura come “osteria” e ristorante, ma se ho capito bene è un agriturismo.

Anche in questo caso è difficile riuscire a rendere fede all’atmosfera e ai meravigliosi momenti trascorsi. Infine siamo stati invitati per la cena.

Ho convinto Josh a tornare la sera insieme a me. Bill ha deciso di restare all’agriturismo: a quanto pare non è abituato a trascorre troppo tempo a stretto contatto con altre persone. O meglio, lo fa quando riceve i gruppi al Wardan Center o quando tiene le conferenze, ma comunque per un periodo limitato della giornata. Aveva dunque bisogno di recuperare il suo baricentro energetico e stare un po’ con se stesso.

La serata è stata indimenticabile. Io è Josh siamo rimasti a lume di candela trattati come dei principi, nella terrazza di questo luogo d’incanto, l’agriturismo Casina Pontormo. Il cibo delizioso, il servizio impeccabile, l’atmosfera unica, non mi pagano per dirlo :), è la pura verità, e il vino con un’ottima selezione all’altezza di tutto il resto.

C’era poi un sorpresa di cui noi sapevamo in via confidenziale. In piena serata è arrivata infatti un’orchestra per festeggiare il compleanno di uno dei ragazzi che lavorano all‘”osteria“. Ignaro, il festeggiato si è trovato costretto a interrompere il turno e a sedersi al tavolo con i suoi amici. Ah, vi assicuro che l’orchestra non era roba da bancarella, ma professionisti vestiti a festa che hanno davvero stupito il pubblico. Che serata indimenticabile ragazzi!

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Foto Courtesy di Annalisa Vallicelli http://www.flickr.com/photos/annalisa_vallicelli/

Continua…

 

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